Il Parmigiano-Reggiano è un formaggio stagionato a pasta dura tipico della zona di Reggio nell’Emilia.
Ad oggi viene prodotto principalmente fra le provincie di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna a sinistra del fiume Reno e Mantova a sud del Po.

Con la quantità di 3,7 milioni di forme, si assesta come terzo formaggio italiano per produzione dopo il Grana Padano ed il Gorgonzola.

Si hanno notizie di questo tipo di formaggio fin dal XII secolo e ci giungono dall’area di Piacenza.
Giovanni Boccaccio nella sua opera ‘Decameron’ racconta che attorno al 1200 – 1300 il Parmigiano-Reggiano aveva avuto un evoluzione nella lavorazione e nella ricetta antica, quindi è presumibile che fosse databile a molti secoli prima come il Piacentino o il Granone Lodigiano, questo, citato anche da alcune fonti di epoca romana.

Lo troviamo comunque di certo a partire dal 1100 legato a grandi monasteri e castelli in cui erano, attigui caseifici che lo producevano.

L’origine nella zona del parmense e del reggiano era data dalla presenza di ampie aree erbose e la presenza di acqua sorgiva alle quali le mandrie di bovini potevano abbeverarsi.
Grazie poi alla presenza delle saline di Salsomaggiore, era presente anche il sale putile alla trasformazione casearia.

Ad oggi, la maggior parte del Parmigiano è prodotto da latte derivante da vacche Frisone introdotte nel territorio nel novecento ma la razza originaria sarebbe la Reggiana Rossa, forse introdotta dalle popolazioni longobarde.
Esistono ancora oggi delle aziende casearie che utilizzano questo tipo di vacche, che danno vita all’Associazione Nazionale Allevatori Bovine di Razza Reggiana.
Il Parmigiano-Regiano è un prodotto alimentare a denominazione di origine protetta (D.O.P.), secondo la norma europea del Reg. CEE 2081/92 e il riconoscimento del Reg. (CE) N. 1107/96. Solo il formaggio prodotto secondo le regole raccolte nel Disciplinare di produzione può fregiarsi del marchio Parmigiano-Reggiano.

Questo formaggio può essere mangiato a scaglie oppure grattugiato e la stagionatura minima prevista è di 12 mesi anche se vengono prodotte forme da 24, 30, 36 72 mesi e oltre.
Attualmente, questo è il formaggio italiano più imitato al mondo.